Abbiamo tempo fino al 17 Gennaio prossimo per unire le nostre voci al
coro internazionale contro la condanna a morte in Sudan, in concerto con le maggiori
organizzazioni internazionali per i diritti umani
Era il 2 novembre 2010 quando lanciammo insieme, per la prima volta, l'appello contro la pena di
morte in Sudan, chiedendo a Khartoum di fermare l'esecuzione di quattro
minori del Darfur.
I quattro bambini soldato avevano subito un processo sommario, senza alcuna prova
certa che tutti gli imputati avessero preso parte all'attacco al convoglio di cui
sono accusati. Soltanto due dei cinque presunti minori erano stati sottoposti
all'esame che permette di accertare se si tratti di bambini o di adulti. Uno e'
stato graziato perche' inconfutabilmente minorenne; l'altro, invece, dall'eta'
non ben definita, era stato dichiarato condannabile.
In oltre ventimila avete firmato la nostra petizione, e grande e' stata la
mobilitazione dei parlamentari e dei media, tra cui i principali telegiornali
della rete nazionale con servizi dedicati nelle principali edizioni.
Grazie al vostro sostegno, Italians for Darfur Onlus e'
riuscita a ottenere che tre di loro, per i quali e' stata accertata la minore
eta', non venissero giustiziati. Tre vite sono salve, grazie all'attenzione
mediatica sollevata sul caso grazie al vostro sostegno nei mesi passati.
Il 29 Novembre 2011, Adam Abbaker, Altayib Mohammed Yagoub e
Abdallah Abdallah Daoud hanno cosi' saputo di poter continuare a
vivere. Sentenza capitale confermata, purtroppo, per gli altri sette
imputati, tutti ribelli del Movimento di Giustizia ed Eguaglianza del
Darfur.
I sette prigionieri sono parte di un gruppo di dieci persone, incriminate
per l'assalto alla capitale nel maggio 2010 e giudicate dalla Corte Penale
Speciale del Sud Darfur. Dopo una prima condanna nell'Ottobre 2010, la
sentenza e' stata confermata il 29 novembre scorso, sulla base del
''Terrorism Act'' e del ''Sudanese Criminal Act''.
I loro nomi sono Abdelgasim Abdallah Abubaker, Mohamed Adam Eisa,
Adam Altoum Adam, Alsadig Abbakar Yahya, Hassan Ishag Abdallah,
Abdelrazig Daoud Abdessed e Ibrahim Shareef Youssif. Due di loro,
Abdelrazig Daoud Abdessed e Ibrahim Shareef Youssif, avevano
rispettivamente 15 e 17 anni al momento dell'assalto alla capitale.
Il 4 Dicembre, tuttavia, uno degli avvocati ha fatto ricorso alla Corte
Suprema.
Abbiamo tempo fino al 17 Gennaio prossimo per unire le nostre voci al
coro internazionale contro la pena di morte, in concerto con le maggiori
organizzazioni internazionali per i diritti umani, come Amnesty
International e Sudan365.
Aggiungi la tua voce, scrivi un tuo messaggio personale, in Italiano,
Inglese o Arabo, al seguente indirizzo: info@italiansfordarfur.it
oppure copia e incolla il seguente testo e invialo a
info@italiansfordarfur.it , oggetto ''APPELLO''entro il 10 gennaio.
Provvederemo noi stessi a inviare il tuo testo, con la tua firma, (tramite
fax o posta) all'Ufficio del Presidente del Sudan, al Ministero della
Giustizia e al Ministro degli Interni sudanesi.
Your Excellency,
I write today about the cases of Mr. Abdelgasim Abdallah Abubaker,
Mohamed Adam Eisa, Adam Altoum Adam, Alsadig Abbakar Yahya,
Hassan Ishag Abdallah, Abdelrazig Daoud Abdessed and Ibrahim
Shareef Youssif, Adam Abbaker, Ibrahim Shareef Youssif and
Abdelrazig Daoud Abdessed.
As a defender of human rights, I cannot tolerate the denial of their
inalienable rights as laid out in the Universal Declaration of Human
Rights. I rejoice that international human rights law and standards and
the Sudanese 2010 Child Act prohibit the execution of children.
I call your Excellency to:
- grant clemency to them and thus protect their rights to physical
integrity and to life;
- ensure that the children convicted are retried in proceedings that
meet international standards of juvenile justice;
Very sincerely yours,
[NOME, COGNOME]
Vi ringraziamo per la collaborazione, certi del vostro sostegno in difesa
dei diritti umani in Sudan.
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