Italians For Darfur Onlus
ITALIANS FOR
DARFUR ONLUS


 
 
'APPELLO PER SALVARE PETER YEIN REITH E YAT MICHAEL, DUE PASTORI CRISTIANO - EVANGELICI CHE RISCHIANO LA PENA DI MORTE IN SUDAN!'



"STOP ALLA DETENZIONE ARBITRARIA E ALLA TORTURA'".


Dopo il successo delle precedenti iniziative di Italians for Darfur Onlus e delle organizzazioni per i diritti umani a livello internazionale, diciamo ora BASTA alla detenzione arbitraria in Sudan e alla tortura.

Due pastori cristiano-evangelici sono stati arrestati senza che ai familiari siano state rese note le motivazioni del provvedimento. Ora rischiano la tortura e la pena di morte
A un anno dalla vicenda di Meriam Ibrahim, cristiana all'ottavo mese di gravidanza e madre di un bambino di 20 mesi condannata a morte in Sudan per apostasia e poi liberata sull'onda di una mobilitazione internazionale, due pastori cristiano - evangelici rischiano la pena capitale per motivi religiosi.
L'11 gennaio 2015 il reverendo Peter Yein Reith, pastore della Chiesa evangelica presbiteriana, è stato arrestato mentre stava tornando a casa da una riunione di preghiera. Alle ripetute richieste dei motivi dell'arresto rivolte dalla moglie di Reith al Servizio nazionale d'intelligence e sicurezza, un funzionario aveva solo confermato che il pastore era in carcere e che lo stavano ancora interrogando.
In precedenza, il 21 dicembre 2014, dopo il culto domenicale, funzionari del Niss avevano arrestato un altro pastore presbiteriano, Yat Michael, che si trovava a Khartoum con la famiglia per sottoporre i figli a controlli medici e per portare visita a una congregazione della Sudan Presbyterian Evangelical Church (Spec), la Khartoum Bahri evangelical church, la quale aveva dovuto subire per due settimane le incursioni della polizia in base all'articolo 77 di una legge del 1991 sull'ordine pubblico, incursioni che il 2 dicembre 2014 avevano portato alla demolizione di parte del complesso di edifici di cui è composto - su cui, secondo il Morning Star News, avrebbero messo gli occhi investitori musulmani - e all'arresto di trentotto membri della congregazione stessa, successivamente liberati.
Entrambi i pastori sono tuttora tenuti in custodia senza garanzia del rispetto dei propri diritti, come denunciato da Kate Allen, direttrice di Amnesty Internetional UK, che ha recentemente dichiarato: "più lungo sarà il loro tempo di reclusione, più alto è il rischio che subiscano torture",
Vi chiediamo di firmare questa petizione per chiedere l'annullamento del procedimento giudiziario a loro carico e la loro immediata liberazione.
Invieremo le firme raccolte all'ambasciata del Sudan in Italia affinché il presidente Omar Hassan al Bashir possa concedere la Grazia ai due imputati, responsabili solo di voler difendere la propria fede e le loro congregazioni.
Firmano l'appello la madre Zainab, il padre Mohamed e i fratelli Baderldin e Walaa.
Prendi visione dell'informativa per la privacy e firma l'appello promosso da Italians for Darfur Onlus.



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